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Lettera
agli Agrigentini: Care
agrigentine, cari agrigentini, l’appuntamento elettorale
per rinnovare il governo della nostra città è ormai alle
porte. Negli ultimi 5 anni Agrigento non è cresciuta,
ma in compenso è cresciuto il numero dei giovani costretti
ad emigrare. I diritti dei cittadini sono stati trasformati
in privilegi e favori da elargire a pochi. Non sono state
create concrete prospettive di lavoro ma semmai è stato
alimentato un avvilente precariato elettorale. I servizi
essenziali, dall’acqua alla pulizia urbana, dalla manutenzione
delle strade all’edilizia scolastica, sono peggiorati
nella qualità e diminuiti nella quantità. Ciò che è aumentato
sono i tributi e le tariffe. Ogni agrigentino, tra le
mille difficoltà dell’esistenza quotidiana, non ha ricevuto
dall’amministrazione civica aiuto e speranza ma è stato
spinto sempre di più verso la rassegnazione ed il bisogno.
Un bisogno che adesso i “gestori” del potere vorrebbero
trasformare, ancora, in nuovo consenso elettorale. Dall’interno
ho cercato di modificare le cose.Mi sono accorto però
che questo sistema non si può migliorare: va cambiato.
Oggi è necessario voltare pagina, bocciando questa piccola
politica, rompendo questo asfissiante sistema di potere.
Alcuni mi hanno detto “chi te lo fa fare?”; i potenti
mi hanno blandito con mille promesse. Non ho ascoltato
nessuno, ho solo interrogato la mia coscienza e guardato
al bene della mia città. Se tutti chiniamo la schiena,
Agrigento rimarrà sempre ostaggio di pochi prepotenti
che guardano solo al loro tornaconto ed alle loro poltrone
romane. Ho deciso perciò di rinunciare ad una comoda e
complice carriera politica e di mettermi in gioco, candidandomi
a sindaco della nostra città per cambiare insieme a Voi
le cose, per dare un futuro ai giovani, a quanti hanno
investito nella famiglia e nei figli, per creare migliori
condizioni di vita per tutti. Per questo ho bisogno della
Vostra amicizia, della Vostra fiducia e del Vostro sostegno.
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