COMUNE DI AGRIGENTO
ELEZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE E DEL SINDACO
ANNO 2007
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
Enunciazione del programma politico del candidato a
sindaco Marco Zambuto
1.
Centro storico e occupazione.
Il programma politico di Marco Zambuto è suddiviso
in alcune grandi aree tematiche tra di loro strettamente connesse.
La prima di esse riguarda il centro storico e la necessità di
avviare e realizzare un progetto di recupero che assicuri, innanzitutto, occupazione (si pensi, ad
esempio, a quanti lavoratori potrebbero essere impiegati nei cantieri la cui
apertura sarebbe necessaria alla riqualificazione urbana ed edilizia delle
diverse porzioni del centro storico) e che poi, in una prospettiva di medio e
lungo termine, garantisca vera
ricchezza grazie alle centinaia di migliaia di turisti che, recuperato
il centro storico, finirebbero inevitabilmente con il soggiornarvi.
Dunque, in quest’ottica, riqualificare il centro storico significa dare nuova occupazione,
creando altresì le condizioni perché gli stessi privati, anche stranieri,
possano investirvi i loro capitali.
Questa deve essere la linea di azioni e di
interventi da seguire: i bisogni individuali dei singoli cittadini (primo, fra
tutti, il lavoro) non possono che trovare risposta e soluzione all’interno di
un progetto generale di sviluppo sociale ed economico.
Il ricatto della promessa, esercitato dal
gruppo di potere che ha gestito la città negli ultimi anni e sul quale si fonda
il voto clientelare, è alla base del blocco politico e sociale che, all’inizio
del terzo millennio, impedisce ancora ad Agrigento di decollare.
Ed è inaccettabile che ancora oggi, nel corso
di questa campagna elettorale, mestieranti della politica tentino di
strumentalizzare il bisogno reale della gente continuando a distribuire vuote
promesse elettorali.
Del resto, città come Siracusa, Trapani o
Palermo, semplicemente sfruttando i fondi europei di finanziamento (i
cosiddetti POR), hanno assicurato un volto nuovo e moderno ai loro centri
storici.
Ed un centro
storico come quello agrigentino, adeguatamente recuperato, con gli edifici
interamente ristrutturati, con i vicoli e le viuzze rimessi a nuovo, con i
balconi fioriti, con l’illuminazione funzionante ad ogni angolo che ne esalti
le bellezze architettoniche, con i palazzi storici stuccati, con le chiese
recuperate, diventerebbe una risorsa
economica straordinaria, tornando ad essere l’anima della città e la meta
di centinaia di migliaia di turisti l’anno.
Ma una seria prospettiva di carattere
generale necessita di concretezza.
Sotto questo profilo, è assolutamente
indispensabile che il comune di Agrigento istituisca subito un ufficio “Europa”, al quale affidare
specificatamente il compito di redigere i progetti necessari per recuperare
gradualmente, accedendo ai finanziamenti comunitari previsti, il centro storico
nelle sue diverse e specifiche aree (pensiamo al Rabbato, al quartiere di
piazza Ravanusella, a Bibbirria, ecc…).
L’assenza di capacità progettuale ha relegato
Agrigento ad essere il fanalino di coda della programmazione finanziaria
2000-2006.
Ora, il 7 marzo 2007, la Giunta Regionale
Siciliana ha approvato i nuovi documenti strategici per la programmazione
finanziaria 2007-2013 che sono adesso al vaglio della Commissione Europea.
Solo nel Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
(FESR) sono stati previsti finanziamenti per oltre 6 miliardi e 539 milioni di
euro.
Ecco perché è assolutamente indispensabile che
il comune di Agrigento, nel corso della prossima amministrazione, sia in grado
di realizzare progetti, di intesa con gli organi della Regione e con gli altri
Enti interessati, con i quali concorrere a tali finanziamenti.
E’
un’occasione irrinunciabile.
Occorrerà poi contestualmente promuovere una seria
politica di ristrutturazione degli
immobili privati attraverso fondi comunitari e nazionali appositamente
richiesti dal comune e che siano accessibili ai privati mediante la loro
partecipazione a specifici bandi comunali.
Ma il centro storico non può essere pensato
alla stregua di un normale quartiere residenziale, dove le famiglie
sostanzialmente si ritirino per il riposo dopo le attività di studio e di
lavoro. Non cioè un quartiere dormitorio, ma il centro simbolico della nostra cittadinanza, vitale di piccoli
commerci e botteghe di artigianato e di prodotti tipici, di locali e di
attività volte all’accoglienza dei turisti ed al servizio degli studi secondari
e universitari.
In tal senso, utilizzare, per esempio, alcuni
dei grandi palazzi recentemente recuperati o da recuperare – ex Filippini, Palazzo Sanzo, ex Archivio notarile, ex Museo civico, il Carcere Vecchio, ecc.
– per accogliere scuole, corsi di laurea, significherebbe vivificare il nostro
centro storico con la presenza quotidiana di centinaia di giovani, i quali
vanno alloggiati, serviti, ricreati. Case albergo, bed and breakfast, pensioni, trattorie, librerie, copisterie,
locali per lo svago, sono solo alcune delle attività che s’insediano dove c’è
una presenza costante di studenti. Recuperando il centro storico, si potrebbe
così invertire la dissennata tendenza a periferizzare le istituzioni
scolastiche e formative, a renderle extraterritoriali rispetto alla città. Del
resto, ogni città s’identifica col suo centro storico. Se il centro storico
agonizza, la città perde la sua capacità di identificarsi in una storia, in una
tradizione condivisa, e si smarrisce, regredisce nel disordine e nell’assenza
di regole, nel caos.
Anche i quartieri periferici hanno poi bisogno di un
centro storico col quale porsi in comunicazione dialettica. Del resto, senza un
centro non può nemmeno parlarsi di periferia. Ed un centro storico è tale solo
se la vita vi fluisce, se accoglie e organizza le attività umane
dell’apprendimento, dello scambio e dello svago.
Infine, recuperato pienamente il centro
storico, si dovrà garantire la sicurezza
pubblica sia ai turisti che agli stessi abitanti.
Nell’ambito dunque di questo generale progetto di
riqualificazione urbana del centro storico e del suo ripopolamento unitamente
allo sviluppo delle attività commerciali, artigianali e turistiche, sarà quindi
necessario procedere nelle ulteriori seguenti direzioni:
- indire, di concerto con le Università degli Studi,
con le associazioni e gli ordini professionali, concorsi di idee per il
recupero e la conservazione del centro storico e di sue parti (come Rabato,
piazza Ravanusella, Bibbirria, ecc..) nonché avvalersi dei progetti già
selezionati quali vincitori dei concorsi precedentemente espletati;
- promuovere presso gli istituti bancari la
concessione di mutui a tasso agevolato in favore di chi voglia acquistare la
prima casa nel centro storico, individuando altresì fonti di finanziamento per
coprire, anche parzialmente, la quota di interessi dovuti;
- favorire all’interno del centro storico, anche
rendendo celere, snello e certo il relativo procedimento amministrativo, la
riconversione a fini turistici di parte del patrimonio immobiliare privato in bed and breakfast, ostelli, case vacanza, alberghi, al fine di contribuire
allo sviluppo di un vero “turismo di soggiorno”;
- favorire ancora, all’interno del centro storico,
anche rendendo celere, snello e certo il relativo procedimento amministrativo,
la nascita e lo sviluppo di esercizi commerciali di vicinato, di botteghe
artigianali, di esercizi per la produzione e la commercializzazione di prodotti
tipici, di locali (bar, ristoranti, pizzerie, osterie, pub, ecc…);
- garantire l’accessibilità al centro storico nonché
la mobilità interna attraverso i seguenti interventi:
1) l’individuazione
di aree da destinare a parcheggio esterno;
2) il
potenziamento degli esistenti mezzi di trasporto pubblico;
3) l’inserimento
di elementi di accessibilità alternativi e di nuova tecnologia nel rispetto del
contesto ambientale (come scale mobili, ascensori, tapis roulants...);
-
progettare e realizzare specifici interventi di valorizzazione e di recupero di
vie, piazze, cortili, vicoli, palazzi, monumenti e chiese;
-
assicurare immediatamente l’illuminazione notturna in ogni via, vicolo, piazza,
angolo del centro storico, anche al fine di garantire la sicurezza pubblica;
- progettare
e realizzare successivamente una nuova illuminazione pubblica che evidenzi ed
esalti le bellezze architettoniche esistenti;
- istituire
diversi centri informativi a favore dei turisti e degli stessi abitanti;
- realizzare
percorsi culturali, guidati e non, all’interno del centro storico, per
consentire la piena riscoperta degli edifici storici, delle chiese, dei vicoli,
ecc…;
- progettare
strutture per l’organizzazione di eventi che facciano conoscere le antiche tradizioni
popolari;
-
realizzare una linea ferroviaria che colleghi il tempio di Vulcano con il
centro della città.
2. Ancora occupazione.
Una buona
amministrazione comunale non distribuisce posti di lavoro ma crea le condizioni
affinché nascano nuovi posti di lavoro.
In tal
senso, la massima attenzione dovrà essere prestata alle attività produttive: alle
imprese occorre cioè assicurare massima efficienza e rapidità nel rilascio di
tutte le autorizzazioni e concessioni necessarie allo svolgimento della propria
attività economica.
Lungo tale
prospettiva, nei primi cento giorni della prossima amministrazione, dovrà
rendersi finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), ossia un
organismo unico che dovrà essere in grado, nell’arco di brevissimo tempo, di istruire e di
deliberare su tutte le richieste che le imprese rivolgeranno al comune di
Agrigento.
In tal
modo, alle imprese sarà possibile ottenere anche ad Agrigento ciò che altrove è
ormai diritto acquisito.
Del resto,
nuovi orizzonti si prospettano all’impresa agrigentina: dalle energie
alternative, al settore agro-alimentare, alla trasformazione dei prodotti. Le
richieste di insediamento nelle aree industriali (ASI) aumentano: occorre che
la nuova amministrazione comunale sia estremamente sensibile alle istanze di
queste imprese ed incentivi tali attività economiche sia attraverso la
realizzazione delle necessarie infrastrutture che attraverso interventi di
sostegno all’innovazione, alla ricerca e al rafforzamento delle piccole e medie
imprese, per favorirne la crescita e la competitività.
Occorrerà
avviare altresì un serio programma di ricerca e di innovazione nei settori
delle nuove energie e dell’agro-alimentare di concerto con la Camera di
Commercio, con l’Università, con il Consorzio ASI, con la Confimpresa e con tutte
le altre Associazioni di impresa presenti sul territorio.
Dovranno
ancora essere utilizzati i finanziamenti previsti in favore delle
amministrazioni locali per assicurare che i fabbricati pubblici siano
alimentati con energie alternative e contribuire in tal modo alla riduzione
dell’inquinamento atmosferico.
3. Occupazione, turismo e riqualificazione.
Agrigento
ha oggi un tessuto di imprese nel settore turistico (alberghi, pensioni, bed and breakfast, ristoranti, guide
turistiche, servizi di trasporto, agenzie e operatori turistici, ecc…) che
presenta complessivamente un fatturato di oltre cento milioni di euro l’anno.
Per
esempio, i bed and breakfast, pur
essendo una realtà ancora modesta, dimostrano, con la loro forte crescita
(oltre 40 esercizi in pochi anni), che gli agrigentini sono pronti a fare
impresa scommettendo sulle proprie capacità, senza essere necessariamente
costretti a fuggire dalla città e senza soprattutto piegarsi alla politica della
clientela e alla promessa del “posto
fisso”.
Ma
un’amministrazione che voglia seriamente guardare al futuro di Agrigento deve
impegnarsi per facilitare la nascita e la crescita di nuove imprese del
turismo, eliminando tutti gli ostacoli burocratici che si frappongano.
Oltre ad
assicurare, come già sottolineato, incentivi ai proprietari che vogliano
utilizzare i loro appartamenti del centro storico per creare nuove residenze
per un turismo di qualità; ed ancora incentivi per la nascita ed il potenziamento
nel centro storico e nelle altre aree a densità turistica di attività di
ristorazione, di botteghe artigiane e di prodotti locali, di esercizi di commercio
e di servizi aggiuntivi.
Ma, sempre
in prospettiva turistica, oltre al centro storico, occorre riqualificare altre
aree importanti della città.
In tal
senso, anche con l’intervento finanziario dei privati, sulla scorta delle
indicazioni contenute nel Piano Regolatore Generale e nel Piano del Parco
Archeologico e soprattutto abbracciando le tematiche del Piano Strategico, Villaseta ed il suo ex Centro Commerciale dovranno essere
trasformati nel luogo dedicato all’accoglienza dei turisti, favorendo
nel contempo la nascita e lo sviluppo di nuove attività commerciali ed
artigianali al servizio dei turisti che giungono in città.
Pertanto,
dovrà essere necessariamente ripensato l’intero quartiere di Villaseta quale
area urbana nuova, recuperata nella sua architettura, degna porta d’accesso
alla Valle dei Templi ed area di contatto tra il Porto Crocieristico e la Città
d’Arte.
Ed altrettanto
andrà fatto nell’area di Villaggio Mosè.
In uno
sforzo immediato da condividersi con la Camera di Commercio, con le
Organizzazioni delle imprese, con i Sindacati, ed anche con gli stessi
commercianti ed i rappresentanti dei cittadini che vi risiedono, andrà prontamente
riqualificato, abbellito e ripulito l’asse principale di viale L. Sciascia ed
andranno potenziate le due vie laterali a valle e a monte dello stesso viale L.
Sciascia (via dei Fiumi e via Lucrezio).
Andranno inoltre
concordati con gli stessi commercianti e con le loro organizzazioni gli
orari, le promozioni, la pulizia, le illuminazioni, il decoro urbano e
quant’altro sia assolutamente necessario affinché il Villaggio Mosè diventi un Sistema
Commerciale di Pregio.
Così come
andrà regolato il trasporto pubblico locale ed andranno assicurati appositi servizi
per i turisti (bus-navetta).
Né può passare
sotto silenzio la questione legata al Palacongressi:
altro clamoroso esempio dell’incapacità politica di agevolare lo sviluppo.
Il Palacongressi
dovrà andare in concessione a chi dimostrerà di avere la migliore soluzione per
una gestione che produca ricadute positive per la città in termini sia di
reddito che di occupazione.
4. Fascia costiera (San Leone, Cannatello,
Zingarello, Maddalusa).
Anche
la fascia costiera agrigentina è una risorsa economica gravemente
sottoutilizzata.
Le
previsioni contenute nel nuovo Piano Regolatore Generale sulla fascia costiera
agrigentina ne offrono infatti ampi margini di valorizzazione in chiave
turistica. L’obiettivo finale deve essere quello di trasformare la Fascia
Costiera, insieme con la valorizzazione della Valle dei Templi ed il recupero
del Centro Storico, nonché del centro di Villaseta e di Villaggio Mosè, in uno
dei cinque poli di una unitaria strategia turistica. E’, infatti,
inammissibile continuare a dare credito ad una politica che, limitandosi a
navigare a vista, ha consentito nella zona costiera, oltre ad un’espansione
urbanistica senza regole, un sovraffollamento del tutto scriteriato. Occorre
dunque, anche in questo ambito, invertire la rotta, tentando, nell’ambito di un
progetto di breve, medio e lungo termine, di dotare San Leone di tutti i
servizi che competono ad una cittadina turistica, cercando al contempo, con
interventi mirati di riqualificazione urbana, di recuperare le antiche
suggestioni del piccolo borgo marinaro che è stata.
Noi
immaginiamo altresì che il porticciolo
turistico debba diventare un vero “Marina”: più grande, per accogliere
imbarcazioni da diporto di maggiore cabotaggio; dotato di tutti i servizi di
accoglienza e di quelli tecnici, anche quelli per gli usi invernali: intorno ad
un “marina” ed al turismo nautico girano enormi risorse e decine di posti di
lavoro.
Occorrono
in primo luogo un progetto sostenibile e l’ottenimento delle autorizzazioni per
realizzare ed approvare il Piano Regolatore Portuale; inoltre,
l’amministrazione comunale dovrà chiedere l’inserimento del porto di San Leone
nel Piano Strategico Regionale di Sviluppo della Nautica dal quale è stato
inspiegabilmente escluso.
Proporremo
inoltre la riqualificazione del fronte a mare (Water front) e della foce del fiume, da cui potrebbero immaginarsi
percorsi a piedi per la risalita verso la Valle dei templi.
Occorrerà,
inoltre, iniziare ad operare attraverso una serie ulteriore di imprescindibili
interventi:
-
redigere il Piano Spiagge (strutture ivi realizzate, accessibilità e
fruibilità degli arenili demaniali, dotazioni minime di tali strutture) in
conformità alle recenti disposizioni emanate dall’assessorato regionale
Territorio ed Ambiente, privilegiando le strutture dirette esclusivamente alla
fruizione degli arenili e del mare e favorendo altresì la creazione o il
mantenimento di strutture ricettive aperte anche durante tutto l’anno;
-
favorire l’insediamento di strutture ricettive di tipo leggero (ristoranti,
pizzerie, bar, dancing, pub, ecc…);
-
razionalizzare i flussi veicolari privilegiando i parcheggi esterni ed il
trasporto pubblico;
-
progettare dunque e realizzare parcheggi alberati adeguati alle capacità di
carico dei mesi estivi, prevedendo servizi di navetta di collegamento tra tali
aree, i centri balneari e le spiagge;
-
collaborare con tutti gli enti preposti alla gestione dei vincoli paesaggistici
ed ambientali (come la Capitaneria di porto o la Soprintendenza ai Beni
Culturali ed Ambientali) al fine di rendere facile e sicuro l’accesso alle
spiagge da parte degli utenti, anche con l’abbattimento delle barriere
architettoniche;
-
migliorare, potenziare ed integrare gli impianti sportivi siti sulla fascia
costiera dedicandoli anche ad un’utenza di tipo turistico;
-
garantire, anche tramite rigorosi controlli, la sicurezza della balneazione e
la pulizia dell’ambiente costiero e marittimo;
-
eliminare drasticamente tutti gli scarichi abusivi per rendere il mare pulito;
-
potenziare i servizi di pulizia quotidiana delle spiagge nel periodo balneare;
-
garantire il servizio di assistenza alla balneazione gestito da personale
qualificato a partire dal mese di giugno fino alla fine di settembre;
-
assicurare la manutenzione delle rive e delle spiagge anche attraverso una
periodica attività di ripascimento, estirpazione di erbacce, disinfestazione,
derattizzazione, ripiantumazione di piante endemiche e cura del verde;
- realizzare
percorsi e piste ciclabili per passeggiate e attività ginniche, tra spiagge e
strada;
-
controllare la funzionalità del depuratore esistente ed eventualmente
realizzare interventi di supporto o miglioria.
5. Servizi pubblici.
5.1. Il problema idrico.
Una
delle priorità essenziali del presente programma elettorale rimane quella di
assicurare a tutta la città, nell’arco della prossima amministrazione, l’erogazione
dell’acqua corrente, nella piena consapevolezza che, più che un problema di
dotazione, esso rimane un problema di cattiva ed irrazionale distribuzione.
In
realtà, la complessiva dotazione di acqua che, pari a circa 220 litri al
secondo, dal Consorzio del Voltano e dal dissalatore di Gela, giunge presso i
serbatoi comunali (Rupe Atenea, Fontanelle, Villaseta, Itria), costituirebbe di
per sé un approvvigionamento idrico sufficiente al pieno soddisfacimento delle
necessità domestiche e non. Tuttavia, a causa delle rilevanti “perdite di tracciato” che spesso si
propagano sulla stessa sede stradale e che sono dovute ad una rete idrica che
presenta in moltissimi tratti forature e sconnessioni, solo il 30% circa di
tale dotazione perviene all’utenza cittadina (con il residuo 70% circa che si
disperde inesorabilmente).
A
fronte di questo quadro impietoso, è urgente ed assolutamente imprescindibile:
-
progettare e realizzare un sistema di
telecontrollo e di telegestione dell’intera rete idrica comunale in maniera
tale da individuare tempestivamente tutte le eventuali anomalie che dovessero
verificarsi lungo la rete medesima (quali perdite, allacci abusivi, ecc…);
-
progettare e realizzare interventi di
rifacimento (anche integrale) della rete idrica comunale secondo uno schema
di priorità derivante da specifiche indagini tecniche (tenendo anche conto
dell’esistenza in tal senso di somme già specificatamente finanziate dalla
Regione siciliana);
-
favorire il risparmio idrico attraverso l’introduzione di semplici innovazioni
tecnologiche (quali, ad esempio, i nuovi sistemi di diffusione da applicare ai
rubinetti o l’utilizzo di acqua piovana adeguatamente depurata per tutti gli
scopi non potabili);
-
provvedere, con l’ausilio di adeguati strumenti informatici (di cui gli uffici
comunale sono già in parte dotati) e di concerto con l’ATO idrico, al monitoraggio
di tutte le utenze idriche presenti all’interno del territorio comunale al fine
di garantire l’effettivo pagamento delle relative bollette.
5.2. La nettezza urbana.
In
ordine poi alla primaria necessità di assicurare, da un lato, un altissimo
livello di pulizia dell’intera città e, dall’altro, la riduzione dei costi del
servizio di nettezza urbana, appare necessario operare, di concerto con l’ATO
rifiuti (del quale il comune di Agrigento è socio), secondo le direttive di
seguito specificate:
-
indicare nel prossimo bando per l’appalto del servizio di nettezza urbana
criteri di maggiore funzionalità ed efficienza ai quali debba essere obbligata
l’impresa aggiudicataria (quali, ad esempio, un numero maggiore di cassonetti
da distribuire per le vie della città, una loro migliore dislocazione in
funzione del bacino di utenti, intervalli di tempo certi entro i quali eseguire
i periodici lavaggi e disinfezioni dei cassonetti, ecc…);
-
assicurare attraverso gli uffici ed i funzionari comunali competenti, anche
grazie alle sollecitazioni ed indicazioni della cittadinanza chiamata a
partecipare e a vigilare, il costante controllo sulla scrupolosa esecuzione di
tutti gli adempimenti di contratto da parte dell’impresa aggiudicataria (ad
esempio, in relazione al rispetto degli orari di raccolta dei rifiuti, al
mantenimento della pulizia dei cassonetti, al decespugliamento, alla
disinfezione dei cassonetti medesimi, al lavaggio dei marciapiedi,
all’eliminazione dalla vie cittadine di materiale ingombrante o pericoloso,
ecc…);
-
garantire il controllo, anche tramite prelievi da effettuare a campione, delle
esatte quantità di rifiuti solidi urbani conferiti periodicamente dal comune di
Agrigento alle discariche comprensoriali autorizzate e, conseguentemente,
dell’esatto ammontare degli oneri effettivamente dovuti dal comune medesimo;
-
rendere effettiva, potenziandola, la raccolta
differenziata dei rifiuti solidi urbani, anche attraverso una continua
opera di formazione nelle scuole, al fine di pervenire gradualmente ad una
forte riduzione delle quantità conferite in discarica, dei relativi oneri di
accesso a carico del comune (commisurati alle quantità conferite) e,
conseguentemente, dei costi a carico del cittadino (TARSU, oggi TIA);
-
assicurare altresì al comune di Agrigento, garantendo ed incentivando la
raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, risorse economiche supplementari attraverso il conferimento dei
rifiuti riciclabili (vetro, plastica, alluminio, carta, legna, ecc…) ai vari
consorzi nazionali obbligatori ovvero ad altri soggetti, anche privati,
operanti nel settore, anche al fine in tal modo di pervenire alla graduale
riduzione della tassa sui rifiuti solidi urbani;
-
potenziare e razionalizzare il servizio di pulizia quotidiana di vie, piazze e
quartieri.
5.3. Viabilità e trasporti.
Al
fine di contribuire a formare un tessuto connettivo di ricucitura tra il centro
cittadino ed i vari quartieri periferici nonché tra gli stessi quartieri
periferici secondo quanto previsto nel nuovo Piano Regolatore Generale,
occorrerà procedere nelle seguenti direzioni:
-
progettare e realizzare gradualmente le infrastrutture viarie previste dal
nuovo Piano Regolatore Generale, al fine di dare piena attuazione alle
destinazioni residenziali e turistico-alberghiere di ampie zone del territorio
comunale secondo un preciso ordine di priorità e valorizzando le risorse
professionali presenti all’interno degli uffici tecnici comunali;
-
adeguare la viabilità esistente e progettare la nuova viabilità in piena
conformità alle nuove norme tecniche in tema di caratteristiche geometriche
(larghezza della sezione stradale, dei cigli, delle banchine, dei marciapiedi,
ecc…), di sicurezza passiva (gard-rail, dissuasori, rugosità dell’asfalto,
studio delle pendenze longitudinali e trasversali, ecc…) e di segnaletica
orizzontale e verticale nonché di dotazione infrastrutturale (illuminazione,
aiole, panchine, ecc…);
-
assicurare il pieno recupero dell’intero sistema viario cittadino secondo un
preciso piano di intervento ed uno schema di priorità;
-
assicurare il rigido rispetto, da parte delle imprese esecutrici, delle
normative regolanti l’esecuzione degli appalti pubblici inerenti ai lavori o
alla manutenzione delle strade, con particolare riferimento alle caratteristiche
progettuali, alla qualità dei materiali impiegati, ai tempi di esecuzione e di
consegna delle opere, agli oneri previsti dal contratto e dal capitolato, ecc…;
-
realizzare i parcheggi previsti dal nuovo piano regolatore generale e favorire
l’intermodalità del trasporto in ambito urbano, soprattutto nelle zone aventi i
maggiori picchi di affluenza, come la zona archeologica, il centro storico e la
fascia costiera (con l’introduzione dei nuovi parcheggi a monte di San Leone);
-
assicurare la decongestione delle arterie stradali dal traffico veicolare (es.
viale dei Pini), favorendo il servizio pubblico dei bus navetta;
-
a fronte dell’inaccettabile inefficienza dell’attuale gestione del servizio
pubblico di trasporto urbano (mezzi vetusti e inadeguati, inaccessibili ai
disabili, quantitativamente insufficienti, numero delle corse anch’esso
insufficiente, ecc…), favorire una radicale inversione di tendenza, rendendo
competitivo il mezzo pubblico rispetto al mezzo privato (in termini di
quantità, qualità e di efficienza) ed inibendo al traffico veicolare privato le
zone di maggiore pregio;
-
provvedere quantomeno al raddoppio del numero dei mezzi di trasporto pubblico
che collegano i vari quartieri periferici e le diverse frazioni al centro della
città, eventualmente agevolando l’ingresso nel mercato del trasporto di nuovi partners privati, come le cooperative,
anche al fine di favorire l’occupazione giovanile e non;
-
realizzare la metropolitana che raccordi Fontanelle al centro della città,
anche al fine di ridurre il traffico veicolare privato;
- garantire
collegamenti diretti andata/ritorno tra tutti i quartieri della città e l’ospedale
San Giovanni Di Dio in corrispondenza degli orari di visita.
-
garantire collegamenti diretti tra tutti i quartieri della città e l’Università
di Agrigento.
5.4. Decoro urbano.
Particolare
attenzione andrà poi prestata al decoro urbano. In tal senso, si dovrà
procedere nelle seguenti direzioni:
- incentivare
i privati, anche attraverso il ricorso agli strumenti finanziari previsti, alla
cura delle facciate esterne degli edifici secondo i criteri estetico-funzionali
da determinare attraverso un apposito
piano urbano del colore che preveda le caratteristiche dei materiali, le
tecniche di intervento e l’eliminazione di tutti gli elementi di potenziale
impatto ambientale (parabole, condizionatori, stenditoi, ecc…) da collocarsi
invece in prospetti non principali;
-
riqualificare gli spazi pubblici esterni, soprattutto quelli abbandonati, con
l’introduzione di elementi di arredo urbano che si integrino con il contesto
circostante (lampioni, panchine, pavimentazione, cestini, fiori, ecc…);
- favorire
il recupero delle ville comunali;
-
creare, all’interno delle aree pubbliche abbandonate, degli spazi attrezzati a
verde (giardini, villette comunali con giochi per bambini, spazi di ritrovo per
giovani ed anziani, ecc…);
-
provvedere alla cartellonistica stradale ed alla regolamentazione della
cartellonistica pubblicitaria (dimensioni e colori).
6. I quartieri-satellite: ovvero una
nuova centralità delle periferie (Monserrato, Fontanelle, Montaperto e Giardina
Gallotti, Villaggio Mosè, Villaggio Peruzzo, San Leone, Villaseta).
La
nuova amministrazione dovrà fare uno sforzo di programmazione per potenziare
funzionalità e vivibilità di alcune aree cresciute a dismisura e che vanno
perdendo la loro identità.
Del
resto, anche tra le “Direttive Generali” del nuovo Piano Regolatore Generale
viene espressamente indicata la necessità di “formare un tessuto connettivo di ricucitura tra i quartieri periferici”.
Ma è chiaro che ogni quartiere periferico debba essere innanzitutto rigenerato
al proprio interno, in modo che Fontanelle, Monserrato, Villaggio Mosè,
Montaperto, Giardina Gallotti, Villaseta, Villaggio Peruzzo, San Leone, oltre
che essere riavvicinati al centro della città da servizi e collegamenti molto
più rapidi ed efficienti, rappresentino in se stessi luoghi compiuti dove si
possa vivere piacevolmente, dove la piena dignità di cittadino sia
definitivamente restituita a ciascun abitante, recuperando in tal senso il
sistema viario interno, realizzandovi giardini dove passeggiare, costruendovi
spazi di socialità dove incontrarsi e comunicare, immaginandovi parchi giochi
per i bambini, approntandovi
biblioteche e spazi multimediali dove crescere e conoscere, assicurando
strutture sportive adeguate. Insomma, non basta recuperare il centro storico
come luogo dell’identità simbolica di Agrigento se contemporaneamente non
vengono seriamente ripensati i quartieri-satellite di questa città, se non si
arresta la dissennata tendenza a considerarli ed a viverli come quartieri
dormitorio e se non si porta invece dentro
a ciascuno di essi tutto quello che di una vera città manca ancora.
Ad
esempio, dovrà essere migliorata la qualità urbana del centro di Villaggio
Peruzzo in quanto naturale e spontaneo centro commerciale (alimentare) a
servizio anche dell’abitato di San Leone;
Montaperto e Giardina Gallotti avranno un programma per agevolare la creazione
di attività di B&B e fruiranno di migliori collegamenti con la città;
Calcarelle si trasformerà nell’area deputata ad accogliere la Cittadella degli
Studi, ecc…
Lungo tale direttrice maestra, occorrerà dunque:
-
sistemare, potenziare e migliorare le vie di comunicazione interne a ciascun quartiere
periferico, progettando e realizzando reti integrate di mobilità pedonale ed
anche ciclabile;
- realizzare
i marciapiedi, abbattendo le barriere architettoniche;
-
realizzare interventi di nuova edilizia residenziale eco-compatibile nonché strutture
per la promozione dello sviluppo culturale e sociale (biblioteche, spazi
multimediali, piccoli teatri, ecc…);
-
progettare parchi costituiti da:
1)
zone di sosta-incontro con verde attrezzato e zone d’ombra mediante piantumazione
di opportune essenze;
2)
aree destinate ai bambini con l’installazione di giochi quali scivoli ed
altalene nonché agli anziani con l’installazione di panchine dove leggere ed
incontrarsi;
3)
spazi riservati agli animali domestici predisposti di servizi e raggiungibili
dai mezzi dell’Azienda per la nettezza urbana per le operazioni di pulizia
periodica;
-
recuperare gli impianti sportivi esistenti (Villaseta, Villaggio Peruzzo, San
Leone, Villaggio Mosè, ecc…) e costruirne di nuovi in ciascuno dei quartieri
periferici;
- provvedere
all’arredo urbano (fiori, prospetti, illuminazione, segnaletica stradale, ecc…)
di concerto con gli abitanti periferici;
-
innalzare la quota di vegetazione e potenziare le diverse forme di verde
cittadino diffuso;
-
progettare aree per il divertimento e gli svaghi diurni, serali e notturni nel
rispetto delle aree residenziali;
-
riqualificare e sviluppare i collegamenti tra i vari quartieri periferici;
-
rafforzare la presenza delle istituzioni comunali all’interno di ciascun
quartiere periferico.
7. Politiche sociali.
Una
seria politica comunale non può né deve prescindere da un’incisiva azione di
coesione sociale.
In
tal senso, andranno date concrete risposte alle esigenze delle famiglie
agrigentine che affrontano quotidianamente enormi difficoltà economiche. Dovrà
poi essere assicurata la possibilità per gli anziani di passeggiare,
incontrarsi, riunirsi ecc… Ed altresì dovranno essere immediatamente superati i
gravi problemi che sono costretti ancora oggi ad affrontare gli agrigentini
diversamente abili.
Sono
queste le aree di interesse verso le quali la prossima amministrazione comunale
dovrà offrire immediate e concrete soluzioni.
Del
resto, finora scarsa è stata l’attenzione alle emergenze sociali ed i programmi
adottati ne hanno risentito.
Il
prossimo Piano Socio-Sanitario di Zona dovrà essere, pertanto, ben elaborato
con programmi che guardino lontano, nell’ottica cioè della soluzione duratura dei
problemi.
Per
raggiungere questo scopo, dovrà essere redatto il Piano di interventi, previa
concertazione con tutti i soggetti, enti, associazioni ed Organismi diversi che
operano sul territorio, prevedendo anche la delega di azioni e funzioni nel
caso in cui l’attività lo consenta.
In
tal senso, si dovrà:
-
creare all’interno di ciascun quartiere Centri sociali di aggregazione che,
insieme alle Parrocchie ed ai Circoli culturali esistenti, rappresentino delle
stabili strutture di socialità, all’interno delle quali giovani ed anziani
possano riunirsi per trascorrere il loro tempo libero;
-
creare delle strutture polifunzionali che contengano ludoteche, biblioteche,
sale riunioni, nonché piccole sale teatrali, sale di proiezione e sale
computers ove sia consentito a tutti di accedere gratuitamente alle reti
telematiche;
-
istituire nuovi asili-nido comunali efficienti e dotati di mense ai quali i
genitori possano affidare i propri figli pagando un prezzo sociale;
-
provvedere economicamente ai bisogni delle famiglie che versano in gravi
condizioni di difficoltà finanziaria, creando un fondo destinato ad integrare
il bilancio mensile dei nuclei familiari in modo da offrire un aiuto concreto
per il soddisfacimento delle più elementari esigenze di vita;
-
avviare immediatamente, di concerto con lo IACP, un programma costruttivo teso
alla realizzazione di almeno trecento alloggi destinati ad essere locati a
prezzi sociali;
-
eliminare immediatamente le barriere architettoniche che ancora residuino negli
edifici pubblici;
-
vigilare sulla osservanza da parte dei titolari di locali privati circa
l’eliminazione delle barriere architettoniche;
-
assicurare, anche a mezzo di specifici servizi da parte dei vigili urbani,
l’osservanza sul pieno rispetto delle zone di sosta a favore dei soggetti
diversamente abili;
-
creare lungo i marciapiedi dei percorsi dedicati ai non vedenti;
-
dotare i semafori di meccanismi sonori che possano consentire l’attraversamento
da parte dei non vedenti senza bisogno di un accompagnatore;
-
provvedere ad un progressivo rinnovamento dei bus urbani con mezzi più moderni
che consentano un accesso all’altezza dei marciapiedi e che siano, altresì,
muniti di scivoli automatici per coloro che abbiano difficoltà a salire i
gradini;
-
istituire l’Ufficio Diritti Animali (U.D.A.) che, in collaborazione con l’ASL e
le associazioni animaliste che operano nel territorio, si occupi della gestione
dei randagi, garantendo l’iscrizione all’anagrafe canina, la sterilizzazione,
l’apposizione del microchip, e la rimessa in territorio dell’animale medesimo.
8. Agrigento: città di parchi.
Pur
essendo Agrigento una delle città più verdi d’Italia, non viene consentito né ai
cittadini né ai visitatori di conoscere, apprezzare ed usare l’enorme
patrimonio boschivo e naturalistico di cui disponiamo.
Andrà
pertanto creato un vero e proprio sistema dei parchi urbani che comprenderà:
1.
Parco della Passeggiata;
2.
Ai Giardini Oltre Le
Mura;
3.
Parco della Rupe Atenea;
4.
Oasi sotto la Rupe;
5.
Parco dell’Addolorata;
6.
il Giardino della
Kolimbetra;
7.
Parco Paesaggistico
della Valle dei templi;
8.
Alle Pendici del Duomo;
9.
Parco fluviale: Akragas;
10. Parco fluviale: il Naro;
11. Oasi Marina di Punta Bianca;
12. Greenways dei Templi.
I Parchi Urbani, inseriti così in un unico
contesto regolamentare, potranno essere affidati in gestione anche a privati ed
associazioni che assicureranno altresì le connesse attività culturali, sportive
e ricreative aperte al pubblico.
9. Rinnovare la macchina comunale in efficienza e
qualità.
Non
può esistere alcun progetto di sviluppo economico e di crescita sociale per la
città di Agrigento se non si ha la determinazione di rendere finalmente celere,
efficiente ed assolutamente trasparente l’intera attività amministrativa.
Tutti
i procedimenti amministrativi di competenza comunale (come ad esempio quello
finalizzato al rilascio di una concessione edilizia o di una autorizzazione
commerciale o per avviare un’attività turistico-alberghiera) devono svolgersi
in tempi rapidi e certi; mentre l’istruzione delle relative pratiche deve
essere affidata a funzionari ed impiegati competenti e motivati.
E’
impensabile che Agrigento possa diventare stabile meta di un turismo di
soggiorno ed attrarre così capitali ed investimenti italiani e stranieri se non
si è in grado di assicurare la tempestiva definizione di tutte le domande e di
tutte le richieste che pervengono presso gli uffici comunali.
Così
come, partendo dalla valorizzazione delle competenze e delle professionalità
presenti all’interno della struttura burocratica del comune di Agrigento e
dalla lotta senza quartiere ai lassismi ed alle inefficienze, occorre procedere
alla piena riqualificazione professionale di tutto il personale
amministrativo e tecnico anche attraverso la partecipazione obbligatoria di
quest’ultimo a specifici corsi di formazione e di approfondimento (per esempio,
in materia di preparazione di bandi e di progetti per l’acquisizione dei
finanziamenti regionali, nazionali e comunitari): senza una classe di
dirigenti, funzionari ed impiegati che, da un lato, abbiano raggiunto un alto
grado di conoscenze e di professionalità e, dall’altro, si sentano come l’anello
essenziale della ricostruzione della città, nessun programma di crescita
economica e sociale può essere immaginato.
E’
poi imprescindibile che, attraverso l’impiego di specifiche risorse umane e
finanziarie, la macchina comunale sia finalmente messa nelle condizioni di
compiere un completo monitoraggio di tutte le utenze esistenti
all’interno del territorio comunale (ad esempio, in materia di acqua e di
rifiuti) in modo tale da assicurare che tutti i cittadini, senza distinzioni o
privilegi di sorta, paghino i tributi dovuti ed in modo tale da avviare
contestualmente la riduzione del loro ammontare.
Né
la razionalizzazione della macchina burocratica può ignorare una seria lotta agli sprechi,
compresa la drastica riduzione di consulenze che, affidate a professionisti
esterni ed utilizzate dai politici come vergognosa merce di scambio al fine di
ottenere appoggio elettorale, si sono spesso rivelate inutili nella sostanza e
fonte invece di significativo danno per l’erario comunale ed ivi compresa altresì
la riduzione delle indennità di carica spettanti al sindaco, agli assessori ed
ai consiglieri comunali.
Del
resto, la difficile situazione economico-sociale della città richiede un profondo rigore nella gestione delle
risorse comunali: gli amministratori, in primo luogo, sono chiamati a dare il
buon esempio, dimostrando di volere governare animati da sincero ed autentico
spirito di servizio nei confronti della loro comunità.
In
tal senso, occorrerà provvedere altresì alla radicale riduzione delle spese di
rappresentanza.
Ancora,
il ricorso a professionisti esterni alla burocrazia comunale dovrà essere
consentito solo in casi eccezionali, ossia quando non vi siano tra i dirigenti
ed i funzionari del comune le professionalità con la necessaria competenza.
Serve
poi assicurare, anche grazie ai risparmi connessi alla descritta politica di
rigore, mezzi efficienti agli uffici comunali (computers, fotocopiatrici,
stampanti, automezzi moderni, ecc…), garantire la loro pulizia, provvedere al
loro abbellimento estetico, in modo che ogni cittadino possa sentire e vivere
la casa comunale un po’ come la casa propria.
Nello
stesso tempo, in considerazione delle recenti riforme legislative che obbligano
la pubblica amministrazione ad applicare il Protocollo informatico (con
il conseguente passaggio di tutte le pratiche ed i documenti amministrativi da
cartaceo a informatico) è assolutamente necessario garantire la formazione e la
preparazione del personale amministrativo al fine di offrire a domicilio i servizi
comunali (per esempio, dall’autocertificazione alle misure catastali, dai dati
anagrafici, a quelli relativi ad atti, bandi e concorsi pubblici) ed al fine di
consentire agli stessi cittadini di inoltrare in via informatica le loro
richieste (come, ad esempio, quelle aventi ad oggetto il cambio di residenza o
di domicilio) o di pagare a distanza imposte e tributi.
Un
altro aspetto da non trascurare è infine quello riguardante la
riformulazione dei regolamenti
comunali, al fine di garantire non solo maggiore disciplina e funzionalità ma
anche il rigido rispetto di criteri di legalità ed efficienza da parte di
coloro che entrano in contatto con la cosa pubblica.
10. Agrigento città della Cultura.
La
ricchezza di una città, come Agrigento, non è data soltanto dalla consistenza
del proprio patrimonio archeologico, storico, artistico, ma dal suo sistema
culturale complessivamente inteso, con attività, eventi, spettacoli. Senza un sistema culturale attivo, una città non
riesce a valorizzare le proprie risorse, non migliora la qualità della vita dei
cittadini, non produce cultura, non facilita gli scambi culturali, non aumenta
le attrazioni turistiche del territorio.
In
altri termini, Agrigento non può essere identificata nel mondo solo perché
custode della Valle dei Templi, ma può e deve diventare una Città della
Cultura grazie ad un sistema combinato ed articolato di attività, eventi e
spettacoli che elevino a valore primario la produzione e la fruizione della
cultura nel nostro territorio.
Abbiamo
assistito negli anni all’accavallarsi di eventi, manifestazioni e spettacoli
spesso di corto respiro e senza prospettive, non vi è stata mai una politica
unitaria della cultura e degli spettacoli, concordata tra tutti gli enti e le
istituzioni ed i privati, mirata alla valorizzazione dei nostri più cari
autori, come Pirandello e Camilleri per citarne tra i più illustri esempi, e
diretta alla fruizione del nostro patrimonio come, ad esempio, il teatro
Pirandello ed il parco dell’Addolorata.
Dunque, le attività culturali non più
all’ultimo posto nell’impegno di una amministrazione comunale ma ai primi posti.
In conseguenza:
-
le attività culturali dovranno avere più spazio e più finanziamenti;
-
tutti gli eventi, gli spettacoli e le iniziative saranno parte di un unico
programma;
-
saranno potenziate le attività di ricerca e gli eventi sui personaggi di questa
terra (Pirandello, Camilleri, Sciascia, autori della classicità);
-
saranno riviste le grandi manifestazioni (Sagra del Mandorlo, Eventi musicali
estivi);
-
saranno messi in funzione tutti i musei e le biblioteche cittadini;
-
sarà dato un maggiore riconoscimento alle organizzazioni ed associazioni
culturali e ricreative che operano in città.
11. Agrigento città della mobilità.
Una
città articolata, con grandi quartieri esterni al centro e lontani anche dieci
chilometri e più determina problemi diversi alla mobilità dei residenti e di
tutti coloro che debbono recarsi in città per motivi di lavoro, di studio o di
svago.
Una
attenta analisi al fenomeno della mobilità può consentire grandi risparmi per i
cittadini in termini di tempo e di economie, e per la collettività in termini
di riduzione dell’inquinamento, economie di scala, maggiore vivibilità e quindi
maggiore sviluppo ed efficienza.
Si
guarderà con attenzione alle ipotesi di Metropolitana leggera, di Trasporti
Pubblici integrati, di Grandi parcheggi scambiatori, di Bus Navetta.
Saranno
migliorati gli accessi da tutte le direzioni verso il centro cittadino; deve
essere risolto il nodo della Mosella sulla SS 640 e l’innesto tra Monserrato e
il Ponte Morandi.
12. Agrigento Città Universitaria.
Ormai
il Polo Universitario è una realtà.
Secondo
il Piano Regolatore Generale, l’area di Calcarelle conterrà una Cittadella
degli Studi e penseremo a svilupparne la progettualità, di concerto con i
responsabili dei centri di competenza scolastici.
Viabilità,
collegamenti e trasporti innanzitutto, stante il degrado di un’area non
attrezzata per accogliere il numeroso popolo degli studenti.
Inoltre,
lo sviluppo di una vera cittadella degli studi passa attraverso la creazione
delle molte strutture di servizio alla vita sociale e di studio che tuttora non
esistono né sono state previste dalle precedenti amministrazioni.
Anche
in questo caso, chiederemo ai privati di investire nella creazione di un campus
universitario dotato di strutture ricettive e di svago.
Ma
non solo la cittadella degli studi. Poiché riteniamo che la rigenerazione del
Centro Storico passi anche per l’investimento sull’Università e sulla ricerca
post-universitaria. Proseguiremo le politiche di intervento di recupero sui
grandi contenitori del Centro Storico per affidarle ai Poli di Studio e di
Ricerca, al fine di rivitalizzare quella parte della città, poiché siamo consci
che la presenza degli studenti possa significare - rilancio delle locazioni
(quindi recupero e manutenzione dei fabbricati); - apertura di locali per i
giovani, bar, pub, locali per servizi (fax, fotocopie, internet-cafè, negozi,
teatri).
13. Per una centralità della città capoluogo nell’area
“metropolitana”.
La
città di Agrigento è un piccolo capoluogo di provincia che non raggiunge i
sessantamila abitanti. Ed è distribuita in quartieri – anche di grandi
dimensioni – distanti chilometri dal centro cittadino.
Ha
una peculiarità: poco più o poco meno distanti vi sono altri Comuni, tra cui la
città di Favara con oltre 35mila abitanti, Porto Empedocle, Aragona, Comitini,
Ioppolo Giancaxio, Raffadali, Realmonte.
Queste
città delineano di fatto un’area “metropolitana”, con problematiche economico e
sociale, sviluppo e turismo, rete viaria, ferroviaria e portuale, aree di
insediamento ASI, Polo universitario a carattere similare e condivisibile.
Riteniamo
che ragionare assieme alle amministrazioni dell’hinterland, promuovere azioni
comuni, richiedere finanziamenti per opere di interesse comune, possa
consentire il raggiungimento di traguardi decisamente più significativi ed
importanti per l’intero territorio, poiché un territorio di oltre 140 mila
residenti costituisce una massa critica di maggiore impatto per le
rivendicazioni verso i Governi regionale e nazionale e di più forte interesse
in vista della difficile competizione che dovrà vederci protagonisti nell’agone
del Mediterraneo nei prossimi anni (mercato di libero scambio del 2010).
La
nuova amministrazione comunale dovrà essere in grado di intavolare la
necessaria discussione con i Comuni limitrofi per una Grande Intesa che segnerà
in positivo il futuro di questa terra.
14. Agrigento una finestra sul Mediterraneo.
Non
possiamo certamente illuderci che Agrigento abbia dato all’estero una grande
immagine di città moderna, commerciale, turistica, competitiva, dotata di
servizi efficienti, città in grado, cioè, di dare risposte adeguate ai mercati
che sempre con maggiore prepotenza si affacciano sullo specchio del
Mediterraneo.
Senza
roboanti parole, né grandi proclami, Agrigento non può restare del tutto
tagliata fuori dal mercato che sarà generato dal 2010 grazie all’area di libero
scambio, nonché dal raddoppio del canale di Suez che amplierà i trasferimenti
di merci da e per l’Oriente attraverso il Mediterraneo.
Una
amministrazione forte e con idee chiare, come le nostre, promuoverà il
potenziamento del porto di Porto Empedocle (che è anche il porto di Agrigento)
- per le rotte passeggeri e merci con i paesi frontistanti (Tunisia, Libia,
Malta ecc.); determinerà relazioni internazionali - per la cooperazione con
altri Stati nella costituzione di filiere agro-alimentari e turistico-culturale
(distretti transfrontalieri); - per la costruzione di reti mediterranee
universitarie e di ricerca sui beni archeologici; e non in ultimo, affronterà
il problema dell’immigrazione extracomunitaria, perché da fattore negativo si
possa trasformare in occasione di lavoro e sviluppo, per il nostro territorio.
15. Servizi all’Immigrazione regolare.
Come tutte le città europee del terzo millennio, anche
Agrigento è diventata una città di immigrazione.
In tal senso, occorrerà muovere nelle seguenti
direzioni al fine di assicurare reale integrazione:
- creare, all’interno del comune di Agrigento, presso
l’assessorato alla solidarietà sociale, un servizio per l’immigrazione che si
occupi dell’insieme degli interventi da attuare in favore dei cittadini
extracomunitari presenti in città;
- utilizzare per la gestione di tale servizio, oltre
alle professionalità interne alla burocrazia comunale, coloro che svolgono
servizio civile nonché gli stessi lavoratori socialmente utili,
differenziandoli a seconda delle diverse competenze;
- coinvolgere nella gestione del servizio e dei
progetti eventualmente connessi, le associazioni dei cittadini extracomunitari,
le associazioni del terzo settore, le associazioni di volontariato, i centri di
ricerca e di conoscenza in materia nonché le stesse associazioni di categoria
imprenditoriali e sindacali;
- partecipare e richiedere, creando opportune
partnership, ai finanziamenti previsti dalle varie normative emanate in materia
(prima, fra tutte, la legge n. 40/1998);
- realizzare un censimento o comunque promuovere un
lavoro di ricerca in senso statistico-quantitativo che serva a raccogliere dati
sull’immigrazione in città (numero, localizzazione, condizioni di vita, ecc…);
- istituire all’interno del servizio per
l’immigrazione uno sportello di informazione e di orientamento per i cittadini
non comunitari, nonché, per i richiedenti asilo e i rifugiati, che sia in grado
di fornire informazioni sulla disciplina normativa, sui diritti, sui servizi,
sull’inserimento lavorativo, ecc…;
- creare un centro comunale di accoglienza, con alloggio
sociale, posti letto, uso cucina, lavatrice, spazio comune attrezzato e camere
da letto, affidandone la gestione ad
una cooperativa sociale o ad una associazione (con accesso sulla base di una
graduatoria da redigersi secondo criteri fissati dalla stessa amministrazione
comunale);
- istituire un servizio di interpretariato,
traduzioni, mediazione linguistico-culturale ed accompagnamento, da affidare ad
una cooperativa sociale.